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OTT
"Layers"
  • QUANDO:
    28, 29, 30 ottobre
  • DOVE:
    Spazio Ken Damy Visual Arts
    corsetto sant'Agata 22 - Brescia

Mostra "Layers" di Raffaella La Vena, da giovedì a sabato, dalle 16.30 alle 19.30, aperta fino al 31 ottobre. 

In questa mostra si ha la possibilità di seguire la traiettoria artistica compiuta dall’artista negli ultimi 10 anni a partire dalle opere riunite nella dicitura V1-V4 agli ultimi Layers. Per le prime opere, V1-V4, l’artista parte dal formato del foglio A4 e lo riduce in tanti sottomultipli, tutti condizionati dalla proporzione aurea. I rettangoli, legati tra loro da rapporti proporzionali, perdono la loro consueta staticità acquisendo dinamismo nella composizione. Si inseriscono liberi all’interno del campo quadrato che li contiene e interagiscono affrancati secondo l’impulso che muove Raffaella. A loro volta, ogni quadrato non è a sé ma è un modulo inserito in una serie: le sue opere hanno la precisione di un sistema (matematico) che analizza il livello di equilibrio (entropia) raggiunto. Ecco la parola: equilibrio. “L’astrazione” è, per l’artista, più vera del reale, perché è una dimensione interiore, a cui non si può mentire e dalla quale non si può scappare. Le geometrie interne sono mosse secondo “l’impulso” ma è preciso spiegare che la tensione artistica è qui tutta protesa verso il raggiungimento di un’armonia e che la relazione tra i rettangoli è regolata per assonanza o dissonanza di colore. Le forme geometriche non sono avulse dalla natura ma, al contrario, si determinano dal confronto [mimesis] con essa e quindi il termine “astrazione” va rivisto alla luce dell’ispirazione profonda che solo la perfezione organica può suscitare. La dimensione emotiva viene suggerita dall’uso seduttivo dei colori: le opere non provocano ma attirano dolcemente il fruitore attraverso l’armonia dei toni. Emozionano le trasparenze. Non sono sfumature, non sono chiaroscuri. L’uniformità e la conformazione delle sovrapposizioni sono l’incontro tra razionalità e emozione e non sono ammesse imprecisioni. La complessità dell’interiore è resa dalle trasparenze omogenee, dai contagi di colori delicati. Le trasparenze ci restituiscono una dimensione duale: quella attiva del mostrare, rendere noto, e quella passiva dell’essere visibile ai sensi, come secondo l’etimologia della parola. Ecco questo è quanto Raffaella ci regala: la sua capacità d’artista che è attiva, che ci mostra, e la sua enorme e generosa sensibilità umana che si mette a nudo davanti a noi. Dichiara l’artista: “A me interessano la trasparenza e la dissolvenza di un colore nell’altro, il loro trapassare senza limiti, come se ci fosse un passaggio continuo. Per me la dimensione del colore è carezzevole, è la traduzione di un sentimento”. Nella nuova serie, i Layers, non ci sono più i soli rettangoli. Sono presenti in alcuni moduli ma altri sono liberi di seguire la via del colore, senza più scontrarsi con la sezione aurea nel tentativo di emergere in superficie. Sono affiorati elementi più organici, ovoidi o linee flessuose che si involvono su loro stesse. Sono palpabili anche porosità, quasi a evocare superfici lunari. Ciò che resta è la relazione tonale rivestita da una patina trasparente e uniformante che rende piacevole il contatto con la superficie. Si ricorda che la parola ‘colore’ deriva dal latino celare: inteso come qualcosa che ‘si mette sopra, copre’ e penso che le opere di Raffaella sposino visivamente l’etimologia Il percorso che va dai V1 V4 ai Layers è lineare: dall'incontro- scontro tra razionalità e la parte più istintuale, forze opposte ma rivolte verso una comune armonia nei primi lavori, ad un inabissamento negli strati più interni delle emozioni, scevri dalle gabbie geometrizzanti nelle seconde. Dalle figure geometriche auree, i rettangoli, ai monotipi, summe bilanciate di forme, all'indefinitezza degli strati frastagliati che si sovrappongono nelle tele il peso della composizione è sempre al centro della ricerca.

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