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NOV
Nicola Zambelli / "What makes us weaker, makes us closer"
  • QUANDO:
    29 novembre
  • DOVE:
    Brescia

Ultimo giorno per la mostra "What makes us weaker, makes us closer"
[Ciò che ci rende più fragili ci rende più vicini] di Nicola Zambelli.

Orari: dalle 16 alle 20.

Nelle sedi di
C.AR.M.E. – via delle Battaglie 61/1
Bunkervik – via Odorici 6

L’Associazione Culturale CARME insieme con Bunkervik e Cinema Nuovo
Eden, è felice di presentare "What makes us weaker, makes us closer" [Ciò che ci rende più fragili ci rende più vicini]: progetto documentativo di Nicola Zambelli, concepito e realizzato durante i mesi del lockdown.

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L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. (Italo Calvino, Le città invisibili)

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Con la mostra What makes us weaker, makes us closer [Ciò che ci rende più fragili ci rende più vicini] gli spazi di CARME, Bunkervik e Cinema Nuovo Eden verranno per la prima volta abitati sperimentando una triangolazione: il progetto prende vita attraverso una narrazione corale in cui, tuttavia, gli spazi mantengono ciascuno la propria autonomia. Ci saranno infatti una mostra fotografica con videoinstallazione a CARME, un’esperienza multimediale presso Bunkervik ed infine, a chiusura della mostra, un cortometraggio al Cinema Nuovo Eden, nonché diversi appuntamenti a scandire.

Il tema affrontato sono le sacche di resistenza umana attivate durante il momento di emergenza e paralisi forzata nei mesi di massima diffusione del Covid-19 a Brescia. La città era in lockdown, molte le persone e le famiglie in difficoltà, non solo perché malate, ma anche perché costrette alla povertà o alla solitudine, nonché all’isolamento. Ecco allora che gruppi di cittadini (singoli e associazioni) si sono aggregati per occuparsi dei più fragili (senzatetto / cittadini rimasti senza lavoro / famiglie in stato di povertà) attivando una rete di distribuzione di cibo e medicinali, coinvolgendo anche i ristoratori della zona e l’ortofrutta, mappando il territorio, organizzando la distribuzione e il raccogliendo fondi. Sono così state sfamate un totale di 450 famiglie – circa 1500 persone – a settimana.

Il cuore della mostra è il racconto delle attività che si sono mosse nella zona del Carmine-Via Milano, il tutto contestualizzato nelle azioni di assistenza spese a più ampio spettro: la cura dei malati e la sepoltura dei defunti. Sullo sfondo, la città e le sue dinamiche, con le sue caratteristiche di operosità e grande pragmatismo. L’intenzione, oltre a documentare un’intensa rete di solidarietà e resistenza, nonché il suo contesto, è quella di riflettere su ciò che nutre gli esseri umani in tempo di crisi: sia a livello fisico che a livello metaforico. Cosa ci nutre di più: aiutare o essere aiutati? O sono esse forme di nutrimento reciproco che si incontrano? Essere umani e fragili ci avvicina, attiva meccanismi di reciprocità, solidarietà e comunità. Può essere questo il modello della città che vogliamo?

Ci preme inoltre riflettere su cosa significhi oggi documentare ed il come funziona la circolazione delle immagini. A questo proposito, una parte della mostra è riservata ad Arcipelago19, un progetto collettivo che ha raccolto il contributo di fotografi professionisti in tutta Italia con il fine di creare un atlante visivo della pandemia. Professionisti che documentano il proprio territorio perché oltre i numeri quotidiani della pandemia, oltre alle notizie e alle fotografie “simbolo”, esiste una costellazione di immagini in grado di essere testimonianza attiva e vigile, ma soprattutto alternativa alla narrazione ufficiale. Al progetto sarà inoltre dedicata una serata, durante la quale verrà presentato dagli ideatori; contestualmente verrà inaugurato anche il loro modello di diffusione dei documenti fotografici. La fotografia e i suoi molteplici usi e funzioni rimarrà così la protagonista nascosta di questo progetto.

La mostra è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Brescia, Bunkervik, Cinema Nuovo Eden, Cibo per tutti Carmine, Fondazione ASM.

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