19
AGO
PTM A/R: Giacomo Ceruti, ritratto di Carlo Emanuele Massa
  • QUANDO:
    19, 20, 21, 23, 24, 25, 26 agosto.
    Continua fino al 18/09/2022.
    Dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso alle ore 17 .00 )
  • DOVE:
    Pinacoteca Tosio Martinengo
    Piazza Moretto - Brescia
  • BIGLIETTI:
    Intero: euro 8,00

Primo dei quattro nuovi appuntamenti di PTM Andata/Ritorno in programma da metà maggio a fine anno, il Ritratto di Carlo Emanuele Massa, di proprietà della Fondazione Cavallini-Sgarbi, arricchisce il nuovo percorso settecentesco della Pinacoteca Tosio Martinengo, in particolare il percorso dedicato alla pittura di Giacomo Ceruti.

Da un’idea di Vittorio Sgarbi

A cura di Roberta D’Adda

Il prestito di Ritratto di Carlo Emanuele Massa aggiunge un importante tassello nella narrazione intorno al lavoro di Ceruti di cui la Pinacoteca Tosio Martinengo conserva il corpus più significativo di opere al mondo: il più moderno tra i “pittori della realtà” – secondo la felice definizione di Roberto Longhi – lo lega a Moretto, Moroni, Lotto, Savoldo e Caravaggio. Celebre per le tele a soggetto pauperista, Ceruti fu anche ricercato e raffinato ritrattista, con una produzione che restituisce la sua prolifica rete di contatti intessuta nel corso della lunga carriera e la sua, ancora non sufficientemente riconosciuta, capacità di intercettare le tendenze della pittura europea dell’epoca.

Al seguito di alcuni dei più significativi esponenti dell’aristocrazia del tempo, Ceruti fu infatti impegnato a Venezia, Milano, Padova, Piacenza, con una parentesi a Tortona che l’opera della Fondazione Cavallini-Sgarbi permette di indagare con uno sguardo nuovo. Nella città piemontese Ceruti decora il salone al piano nobile di Palazzo Busseti e, intorno al 1750, realizza il ritratto di Carlo Emanuele Massa, presentato al pubblico per la prima volta in questa occasione alla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia. Carlo Emanuele Massa fu uno dei più autorevoli rappresentanti del governo sabaudo, fiduciario del re Carlo Emanuele III sul territorio del dominio piemontese: il suo ritratto appartiene alla fase matura del pittore, successiva all’esperienza veneta, nella quale Ceruti si apre alle nuove richieste di una committenza di gusto internazionale, con esiti stupefacenti nella resa mimetica dei volti e delle superfici.

Ph. Alberto Mancini 

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