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Morire di Speranza
Brescia. Via San Francesco D`Assisi, 1 - Chiesa di San Francesco
28 giugno
BIGLIETTI:
Ingresso libero
TEL: 030 292 6701

In occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, la Comunità di Sant’Egidio promuove un'iniziativa per ricordare i tanti, troppi, che sono morti in mare nel tentativo di raggiungere l'Europa in cerca di salvezza.

Domenica 28 giugno alle 19.30 si svolgerà a Brescia, insieme a tanti migranti, la veglia ecumenica "Morire di Speranza", per ricordare tutti coloro che hanno perso la vita nei viaggi della speranza verso l'Europa. Perché la loro memoria non vada perduta. Perché non accada più. "Ibrahim, Blessing, la piccola Desirèe, Shiri...". Durante la preghiera saranno letti i nomi e le storie di quanti hanno intrapreso questo viaggio e sono morti nel tentativo di raggiungere il nostro continente. La veglia nasce dal bisogno di ricordare e di dire ad alta voce quei nomi che il mare ha inghiottito, che il deserto ha inghiottito. Un'invocazione perché nasca una cultura di accoglienza, cessino le morti nel Mediterraneo e un altro futuro sia possibile. 

La preghiera ecumenica "Morire di Speranza", che si tiene a Brescia presso la chiesa di San Francesco, sarà presieduta da padre Ottavio Carminati, vicario della comunità dei Frati Minori Conventuali di Brescia, con partecipanti delle Chiese cristiane e delle associazioni che lavorano ogni giorno per dare un futuro a chi arriva nel nostro Paese. Prenderanno parte alla preghiera anche profughi che frequentano le Scuole di Lingua e Cultura Italiana della Comunità di Sant'Egidio e che ricorderanno i loro compagni morti nei viaggi. Tra di loro, tanti che sono arrivati attraversando il Mediterraneo o per la rotta balcanica, insieme a chi invece ha avuto la fortuna di giungere con i corridoi umanitari, il progetto realizzato da Sant’Egidio insieme alle Chiese protestanti italiane, alla Cei e ad altre associazioni, che in dieci anni ha permesso a oltre 7600 persone di raggiungere l'Italia in modo legale e sicuro.

In occasione della preghiera ecumenica "Morire di speranza", Sant'Egidio rilancio l'appello lanciato da papa Leone XIV alle Canarie perché sia riconosciuto "il diritto di cercare rifugio quando la vita è minacciata", come pure "il diritto di non dover migrare: il diritto di rimanere nella propria casa senza fame, senza guerra, senza persecuzioni, senza violenza, senza che la terra diventi inabitabile, senza che la corruzione rubi il pane ai poveri, senza che le armi distruggano il futuro dei bambini". 

"Per ogni donna, uomo, anziano o giovane in cerca di salvezza - spiega Sant'Egidio - continueremo a lottare perché si aprano e si allarghino vie legali di accesso all’Europa. Continueremo ad accogliere e integrare chi ha molto da insegnarci e con i loro occhi e le loro ferite svelare l’inganno dei muri e delle barriere, come la disumanità di ciò che oggi chiamano remigrazione".