La storia si svolge nella Tokyo di oggi e segue un attore americano trapiantato in Giappone da anni. Un tempo aveva conosciuto una bizzarra notorietà grazie a uno spot pubblicitario diventato popolare, ma quel successo effimero è ormai lontano. Vive alla giornata, senza lavoro stabile né direzione, spostandosi da un provino all'altro e accettando qualsiasi ingaggio pur di restare a galla: presenze di contorno in cerimonie, eventi, perfino funerali.
Proprio durante uno di questi incarichi incontra il responsabile di un'agenzia molto particolare: una società che fornisce "familiari a noleggio" a persone sole o in difficoltà emotiva. Gli viene proposto di lavorare per loro, interpretando di volta in volta qualcuno che nella vita dei clienti non esiste davvero - un parente, un amico, un compagno.
Accetta quasi per necessità, ma ogni ruolo lo porta dentro storie intime e inaspettate. Diventa il padre premuroso di una bambina che non ha mai conosciuto il suo, l'amico di un anziano rimasto senza affetti, il compagno di giochi di un ragazzo incapace di relazionarsi con i coetanei. All'inizio segue solo un copione; poi le emozioni iniziano a sfuggire alla finzione. Le relazioni, nate come performance, cominciano a essere sentite davvero.
Poco a poco l'uomo capisce che, mentre finge di appartenere alle vite degli altri, sta in realtà ricostruendo la propria. In una città dove ogni cosa può essere simulata, scopre che l'empatia non lo è: interpretando affetti inventati, ritrova la capacità autentica di legarsi alle persone e, con essa, un'identità e uno scopo che credeva perduti.