In una fattoria isolata dell'Altmark, nel nord della Germania, il tempo non scorre in linea retta: ritorna, riecheggia, si deposita nelle stanze e nei campi. In epoche diverse, ma unite da una traccia quasi impercettibile, crescono quattro ragazze - Alma, Erika, Angelika e Lenka - le cui vite sembrano rispondersi a distanza, come se la casa custodisse la memoria delle loro emozioni.
Durante la Prima guerra mondiale, la timida Alma assiste senza comprenderlo davvero a un oscuro segreto familiare legato alla mutilazione di un parente: un evento che lascia nella casa una presenza muta e inquieta. Molti anni dopo, nel dopoguerra, Erika avverte un legame inspiegabile proprio con quella figura, come se qualcosa del passato continuasse a chiamarla. Negli anni Ottanta Angelika attraversa l'adolescenza e la scoperta della propria identità, ma la minaccia di uno zio abusante incrina la sua crescita, trasformando la casa in un luogo ambivalente, insieme rifugio e pericolo. Nel presente, la fattoria è diventata una casa vacanze: qui la solitaria Lenka stringe amicizia con una coetanea segnata dal lutto, e tra loro riemergono paure e desideri già vissuti da chi le ha precedute.
Con il passare delle generazioni la casa cambia aspetto, ma non smette di trattenere ciò che è accaduto. Le storie delle quattro giovani finiscono per sovrapporsi, confondendo passato e presente e mettendo in discussione l'idea stessa di tempo. Ne nasce un racconto delicato e inquieto sull'eredità emotiva, in cui memoria, trauma e possibilità di rinascita si intrecciano in un unico, profondo ritratto dell'esperienza femminile.