Beppe Ricci è stato una figura significativa della ricerca artistica bresciana tra gli anni Sessanta e Settanta. Attivo in una stagione di forte sperimentazione, ha sviluppato un linguaggio in dialogo con le principali avanguardie del tempo, concentrando la propria ricerca sul rapporto tra segno, materia e gesto. Il suo lavoro si inserisce nel clima di profonda trasformazione culturale di quegli anni, in cui la pratica artistica diventa uno spazio di interrogazione critica della realtà e dei suoi linguaggi.
Inaugurazione della mostra sabato 10 gennaio alle ore 18.00
La mostra presenta una selezione di opere inedite realizzate tra la fine degli anni Sessanta e la prima metà degli anni Settanta, anni in cui questa ricerca prende forma in modo radicale. Gli “strappi” evocati nel titolo non sono soltanto gesti formali, ma veri e propri atti di rottura nei confronti delle regole consolidate, che si traducono in una pratica aperta alla sperimentazione materica, alla tensione segnica e a una libertà compositiva non pacificata.
Le opere esposte restituiscono il clima di quel periodo, segnato da inquietudini, aperture e conflitti, e mostrano come la pratica artistica diventi spazio di confronto critico con la realtà.
Il catalogo della mostra è introdotto dal presidente dell’Associazione Artisti Bresciani Massimo Tedeschi e dal presidente dell’Associazione Amici dell’AAB Dino Santina, ed è curato da Fausto Lorenzi, che firma anche un ampio saggio critico dedicato alla produzione di Beppe Ricci negli anni Sessanta e Settanta. Il testo ripercorre i principali nodi della sua ricerca, soffermandosi sul rapporto tra segno, materia e sperimentazione formale, e collocando le opere esposte all’interno del clima culturale e artistico di quegli anni, segnati da profonde trasformazioni e tensioni creative.
La mostra sarà visitabile nella sede di AAB dal martedì alla domenica dalle ore 16.00 alle ore 19.30, dove sarà inoltre disponibile il catalogo.