Ore 17.00
Angelo Piero Cappello
(Direttore generale creatività contemporanea del Ministero della Cultura)
Parlerà sul tema:
Il Santo e il Poeta. Mito e rito di Francesco in d’Annunzio.
Interverranno:
Francesca Caruso
(Assessore alla cultura della Regione Lombardia).
Emanuele Merlino
(Capo Segreteria tecnica del Ministro della Cultura)
Nelle opere di d’Annunzio, i primi riferimenti al mondo francescano, relativamente al sentimento d’amore per le creature, risalgono addirittura agli anni «abruzzesi»; ma il tema trovò più ampio sviluppo, sul piano biografico e letterario, al tempo dei «pellegrinaggi» nelle terre francescane, dal 1896 al 1908, prima con la Duse, poi – in un’atmosfera di più marcato erotismo – con Giuseppina Mancini.
Quasi tutte le opere letterarie di d’Annunzio, comprese quelle legate al tema della guerra, di Fiume e delle polemiche politiche successive, recano tracce di temi e motivi francescani. Infine, quando ormai non sarà più tempo di pellegrinaggi ma di isolamento, venne il momento di circondarsi di simbologie e rimandi iconografici alla tradizione dell’asceta: dal 1921, anno del suo insediamento a villa Cargnacco, da lui ribattezzata Il Vittoriale degli Italiani, prenderà avvio un sempre più marcato “rito” di identificazione tra sé, asceta
della poesia e “poverello” di Cristo in letteratura, e l’asceta di Assisi, in una chiave che, come conferma il suo primo biografo Tom Antongini, resta, però, di assoluto ateismo: «Su questo non v’è alcun dubbio. Come non v’è alcun dubbio che il suo proclamato e decantato culto per San Francesco d’Assisi, non abbia, di religioso, che l’apparenza»
Partecipazione da remoto: clicca qui