Ore 20.30
Uno spettacolo di Matilde Vigna e Anna Zanetti
Il lavoro di Vigna – che inizia con una distesa di macerie di polvere, regolite lunare, cocci della vita di “prima”, il suolo di un pianeta sconosciuto – mette in scena la vicenda di una madre patita per un viaggio interstellare e di una figlia che non sarà mai madre, alle prese con quello che resta di noi dopo la morte. Di chi resta, e di chi “va in cielo” come ci dicevano da piccoli, e compie quel viaggio misterioso e incomprensibile per chi rimane solo sulla terra.
Questo spettacolo parla di una solitudine generazionale: Matilde ha 37 anni e non ha figli - per una menopausa anticipata, perché è omosessuale, perché non ha trovato un compagno stabile, perché la tecnologia che glielo permetterebbe anche da sola costa troppo, perché aderisce al movimento di estinzione volontaria…
Questa Figlia non è più figlia, ma nemmeno madre, né mai lo sarà. Lo spettacolo parla delle responsabilità che sommergono, della grottesca burocrazia post-mortem, di un dolore che divora tutto e che riporta all’infanzia. La Madre però è, sempre, ancora lì e ci accompagna in un fantastico viaggio interstellare, oltre la gravità terrestre fino ai buchi neri: un viaggio cosmico, scientifico, narrativo e visivo.
Una produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e La Corte Ospitale realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna e il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.
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