L’iniziativa porta le neuroscienze oltre i confini specialistici, mettendole in dialogo con linguaggi universali come il teatro e l’arte.
Un percorso che si sviluppa attorno a due parole chiave - inclusione e bellezza - per rendere la scienza un’esperienza condivisa, accessibile e capace di parlare a tutti.
L’evento si apre venerdì 20 marzo alle ore 20:00 con lo spettacolo teatrale “Pinocchio, una favola alla rovescia” presso il Teatro Sociale di Brescia (Via Felice Cavallotti, 20) a cura della Compagnia stabile del Teatro Patologico di Roma, fondata e diretta da Dario D’Ambrosi e composta da attori con disabilità fisiche e psichiche. La compagnia porterà in scena una rilettura innovativa della favola di Collodi, che mira a sorprendere invertendo l’ordine della narrazione, partendo dall’episodio del Pescecane.
Attraverso il linguaggio teatrale, la storia diventa una metafora del rapporto tra diversità e unicità, tra fragilità e sguardo collettivo, invitando il pubblico a confrontarsi con l’esperienza di chi viene percepito come “altro” e mostrando come spesso giudizio ed esclusione pesino più della malattia stessa. Il Pinocchio di Teatro Patologico porta all’attenzione del pubblico il delicato rapporto tra disabilità e salute del cervello, e come questo sia influenzato non solo dalla cura, ma anche dall’inclusione. Adattamento e regia sono di Dario D’Ambrosi, con Ilaria Serrato come aiuto regista, con Danilo Facco alle luci e i costumi di Raffaella Toni.
La rappresentazione sarà preceduta dai saluti delle autorità e da un breve approfondimento introduttivo con esperti, tra cui il Prof. Alessandro Padovani, Direttore della Clinica Neurologica dell’Università degli Studi di Brescia e Past President della Società Italiana di Neurologia (SIN) e Antonio Vita, Professore ordinario di Psichiatria presso Università degli Studi di Brescia, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’ASST Spedali Civili di Brescia e Presidente della Società Italiana di Psichiatria (SIP)
Sabato 21 marzo, alle ore 17:30, presso la Sala del Camino di Palazzo Martinengo delle Palle si terrà l’incontro “NeuroArt: quando l’arte accende il cervello”, in cui scienza e arte si incontrano per indagare cosa accade nel nostro cervello di fronte a un’opera d’arte. Perché alcune immagini emozionano profondamente e altre lasciano indifferenti? Perché la stessa opera suscita reazioni diverse da persona a persona? E quale ruolo giocano memoria, esperienza, cultura e vissuto personale nella percezione della bellezza?
L’evento propone un dialogo a più voci, arricchito da proiezioni artistiche, mostrando come l’arte non sia solo da osservare, ma da vivere: un’esperienza capace di attivare cervello, mente, emozioni, relazioni e nuovi percorsi di pensiero. Un’occasione per scoprire come l’esperienza estetica possa diventare risorsa per il benessere, offrendo una visione più ampia e profondamente umana della salute del cervello.
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