Oliviero Toscani. Comunicatore, provocatore, educatore.
26
MAR
  • QUANDO:
    26 marzo
    ore 09:30
  • DOVE:
    Auditorium Santa Giulia 
    Via Piamarta, 4 - Brescia
  • BIGLIETTI:
    Ingresso libero

Ore 9.30

Al via l'edizione 2026 del Brescia Photo Festival con una conferenza a partire dal libro di Paolo Landi - stretto collaboratore di Oliviero Toscani per anni ed esperto di media - Oliviero Toscani. Comunicatore, provocatore, educatore. 

Dialogheranno con l'autore Luisa Bondoni, curatrice del Museo Nazionale della Fotografia di Brescia, e Massimo Tantardini, Vicedirettore Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia. Introduce e modera Anna Giunchi, docente dell’Accademia ed esperta dei media.

A un anno dalla scomparsa del grande fotografo si riapre il dialogo sul tema della comunicazione e delle sue trasformazioni. Si potrebbe definire la sua eredità come una sorta di orientamento fenomenologico essenziale per accogliere la complessità. In un ambiente nel quale l’Intelligenza Artificiale generativa apre rinnovate prospettive, la sua lezione ci ricorda che la tecnologia è, prima di tutto, un atto umano. Si delineano nuove traiettorie comunicative ma anche frontiere artistiche: un tributo alla memoria ed una chiamata all’azione per i futuri artisti e designer dell'immagine, un invito alla vocazione sperimentale e ad una consapevolezza della responsabilità etica, alla base dell’Umanesimo Tecnologico.

Il libro: 

Oliviero Toscani (1942-2025) non era in senso stretto né un educatore, né un provocatore né un comunicatore, ma nel suo lavoro ha attraversato queste tre dimensioni con una carica rivoluzionaria. Come educatore ha trasmesso conoscenza attraverso la forza delle immagini, senza imporre verità ma incoraggiando il pensiero critico. Come provocatore ha scardinato certezze, mettendo in discussione i codici della pubblicità e trasformandola in uno strumento di riflessione sociale. E come comunicatore ha saputo tradurre idee complesse in immagini immediate e universali. Toscani ha usato le sue campagne per smascherare le contraddizioni del consumismo e della società, facendo della fotografia uno strumento di critica, consapevolezza, cambiamento. Paolo Landi, suo amico e collaboratore per molti anni, lo ricorda in questo racconto lungo: un primo tentativo di collocare criticamente una figura spesso fraintesa, offrendo al contempo una riflessione sul mutamento della cultura industriale alla fine del secolo scorso, preludio ai grandi cambiamenti introdotti dall’era digitale.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti senza prenotazione necessaria.

 

 

Altri eventi