agenda
Veclani, Ricci, Gualandris, Cantamessa e Degradi alla Vi.P. Gallery
Brescia. via Nazionale, 35 - Vi.P. Gallery
6, 7, 8, 9, 10, 13, 14 maggio.
Continua fino al 24/05/2026
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BIGLIETTI:
libero e gratuito
TEL: 0364 1770699

Alla ricerca del "sublime".

Cinque mostre personali in parallelo alla Vi.P. Gallery in Valcamonica, tra realismo e astrazione, tra fotografia, pittura e scultura: i fotografi camuni Emilio Ricci e Pino Veclani, i pittori bergamaschi Emilio Gualandris e Alessandra Cantamessa e lo scultore milanese Rinaldo Degradi.

Sabato 2 maggio 2026 alle ore 16 si è inaugurata una formidabile cinquina di mostre personali nelle sale della Vi.P. Gallery - Virgilio Patarini Arte Contemporanea a Niardo (BS), in via Nazionale, 35: nello Spazio Brunelleschi e nella saletta De Chirico il pittore figurativo bergamasco Emilio Gualandris con la personale "Finestre sulla realtà: il fiore della bellezza", nella sala Leonardo l'astrattista del lago di Endine Alessandra Cantamessa con "Le allusioni della materia", nella sala Michelangelo e nella saletta Caravaggio due camuni decani della fotografia naturalistica e di paesaggio come Emilio Ricci e il compianto Pino Veclani rispettivamente con "La montagna che vive" e "Terre alte" e qua e là in tutta la galleria le opere astratte dello scultore milanese Rinaldo Degradi con "Architetture nello spazio". Le due mostre di fotografia sono a cura di Graziano Filippini, quelle di pittura e scultura sono a cura di Virgilio Patarini.

Le mostre sono visitabili dal mercoledì al sabato dalle ore 15 alle ore 18, domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 fino 24 maggio

Pino Veclani, "Terre alte", a cura di Graziano Filippini Le trenta fotografie del compianto Pino Veclani in mostra alla Vi.P. Gallery colgono l'attimo in cui le vette rivelano all'osservatore il prodigio ineffabile dell'Essere. Il Tempo e lo Spazio fondono in una visione che trasforma il paesaggio in qualcosa di prodigioso, al tempo stesso materiale e spirituale: un'aporia, un'apparente contraddizione. E lo spettatore contempla quello che i Romantici avrebbero definito "Il Sublime".

Emilio Gualandris, "Finestre sulla realtà: il fiore della bellezza", a cura di Virgilio Patarini

In questa mostra personale di Gualandris vengono presentate una ventina di opere in cui due sono i soggetti ritratti con straordinaria perizia tecnica: motivi floreali e giovani fanciulle in fiore. Ed è cogliere la bellezza nella sua piena espressione ciò a cui anela il pittore di Osio Sopra, attraverso tagli e scorci inediti e spiazzanti accostamenti: l'inquadratura stringe sui particolari e le "finestre" da cui l'autore concede allo spettatore di fruire di tanta radiosa meraviglia della natura sono talvolta aperte accanto a spunti di pittura informale e talvolta a preziosi intagli lignei.

Entrambi gli espedienti, l'accostamento a porzioni di quadro informale o a barocche incisioni decorative, hanno la medesima funzione: provocare nel fruitore un lieve senso di spiazzamento, affinchè la rivelazione della bellezza dipinta con icastica maestrìa ci appaia come una sorta di epifanìa.

Alessandra Cantamessa, "Le allusioni della materia", a cura di Virgilio Patarini

In questa mostra si presentano alcuni grandi "arazzi", alcune tele e alcune sculture di pietra nera e levigata: una varietà di opere che tuttavia presenta un approccio estetico coerente.

In pochi anni l'artista bergamasca è andata mettendo a fuoco una sua personale poetica e un suo linguaggio che esplorano le possibilità dell'Informale nella direzione della forza e della capacità evocativa della materia. Spesso i quadri della Cantamessa sono veri e propri appunti di viaggio, ma di questi suoi viaggi in territori desertici e desolati, quello che resta nella memoria e sulla tela, quello che viene raccontato è la "materia" di cui sono fatti quei luoghi: le pietre, la sabbia, le sterpaglie, la pelle della muta dei serpenti, la terra spaccata e arsa dal sole. Una memoria tattile, più che visiva, evocativa e sensuale più che descrittiva.

Rinaldo Degradi, "Architetture nello spazio", a cura di Virgilio Patarini

La scultura di Rinaldo Degradi procede per sottrazione e astrazione, togliendo programmaticamente e sistematicamente ogni rimando figurativo alla realtà, ogni possibile narrazione o rappresentazione icastica, alla ricerca di un'espressione aniconica assoluta dai rimandi talvolta arcaici, fortemente ancestrale ed evocativa, altre volte potentemente moderna e contemporanea.

Le sue sculture così finiscono spesso per assomigliare a totem post-moderni o a stele o menhir arcaico-contemporanei. Questo artista arriva ad una grande forza e capacità evocativa, al limite del "sacro", attraverso un processo creativo originale e decisamente aniconico fondato su rigorose composizioni geometriche che costruiscono suggestive ed essenziali "architetture nello spazio". 

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