Ore 11.00
Dal primo Novecento la riscoperta della cosiddetta "musica antica" (in realtà mai completamente lasciata in disparte) ha promosso un progressivo interesse verso strumenti, pratiche e forme musicali meno consueti. Organologi, filologi, compositori, esecutori professionisti ed amatori, ascoltatori, si sono quindi avvicinati a questo mondo, passando da un'iniziale curiosità generica ad un approccio man mano più approfondito.
Il programma propone un percorso che riporta al clima felice del "dilettantismo musicale", inteso nel senso migliore del termine, che ha caratterizzato i secoli d'oro del flauto dolce e del clavicembalo. Accanto ai grandi virtuosi professionisti, operanti soprattutto nell'ambito delle tastiere, enorme all'epoca è il numero di chi studia e suona validamente, con gusto ed impegno, per piacere personale, per desiderio di colto diletto, per la gratificazione procurata dal far musica in compagnia. Per costoro, spesso anche mecenati editoriali, i compositori approntavano prodotti sempre nuovi, interessanti ed accattivanti.
Qui abbiamo dunque un esplicito richiamo all'antico, già espresso, ad esempio, nel sottotitolo del brano di Bettinelli, così come nei titoli di Aoshima, Ballabeni e Rossi. Di Bartok, invece, ecco tre minuscole pagine da lui medesimo trasferite dal pianoforte al flauto dolce soprano. Arricchiscono il gruppo altri autori, fra i quali il gradevolissimo Margola, ciascuno con la propria sensibilità, la propria emotività e la propria tecnica compositiva, facendo entrare a pieno titolo i nostri strumenti nel comune sentire.