Ore 20.30
La società contemporanea è caratterizzata da una atmosfera d'ansia, che la permea, determina le nostre esistenze e le interazioni tra le persone: in questa prospettiva, il disagio psichico individuale diventa disagio collettivo, non solo perché si riflette sulla società ma perché da essa - intesa come ordine sociale e culturale - deriva. Vincenzo Costa - ordinario di Filosofia teoretica all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano - si interroga su questa origine sociale del disagio esistenziale, sul significato e sul senso delle emozioni in questo contesto.
Le emozioni mostrano il disagio dell'individuo o non anche della società che appropriandosi delle nostre emozioni diventa il centro della loro produzione, distribuzione e alienazione? Ad esempio: il potenziamento di emozioni come la paura, l'insicurezza, l'impotenza, gravano o possono gravare sull'autostima, sulla fiducia, sulla serenità alimentando forme di depressione e disagio esistenziale. Costa - con Heidegger e Husserl di cui è tra i maggiori studiosi - ci guida a leggere le emozioni come un "essere situati in una atmosfera: così la felicità segnala che una direzione esistenziale desiderata (avere in lavoro, trovare un partner…) si delinea, uno spazio di possibilità si apre".