Poi piovve dentro a l’alta fantasia
11
APR
  • QUANDO:
    11 aprile
  • DOVE:
    Museo Diocesano
    via Gasparo da Salò 13 - Brescia
  • BIGLIETTI:
    gratuita con prenotazione obbligatoria

Ore 20.45

Secondo evento del Festival Dantesco Bresciano “Poi piovve dentro a l’alta fantasia” organizzato con il supporto del CPIA 1 di Brescia e dell'Associazione Amici di Palazzo Martinengo.

Relatrice d’eccezione sarà Cristina Muccioli, nota critica e storica dell’arte, che nello splendido salone “Foresti” del Museo diocesano di Brescia, che facendoci rimbalzare tra arte e letteratura ci guiderà attraverso il Purgatorio di Dante.

Parole che evocano immagini, immagini che prendono la parola.

Nelle Cantiche di Inferno e Paradiso la fertilissima inventiva di Dante dà prova di virtuosismo entusiastico, atto a superare l'umano, a misurarsi con il trascendente diabolico e il divino, con l'eterno, lo smisurato, il terribile e il sublime. In quella del Purgatorio, invece, il poeta fa sentire la fatica terrena della salita, inventa il verosimile, come fosse Dio stesso a manifestarsi attraverso la sua finissima ma docile penna: nel verso 25 del canto XVII scrive, infatti: "Poi piovve dentro a l'alta fantasia". Versi che Italo Calvino, nel capitolo dedicato alla visibilità delle Lezioni Americane, chioserà con: "la fantasia è un posto dove ci piove dentro". Né dannati senza speranza di perdono e redenzione, né santi immacolati e inarrivabili per esercizio eroico di virtù popolano il Purgatorio, che è paesaggio naturale ed esistenziale nel quale possiamo tutti riconoscerci: negligenti, invidiosi, superbi, avari... ma capaci di espiazione, meritevoli di compassione e clemenza.

Assiderato dallo spaventoso cuore criogenico dell'Inferno, Dante fa avvertire il tepore e il sollievo del risveglio interiore e ambientale appena esce a riveder le stelle, e tra tutte Venere, sigillo celeste dell'amore. Sulla montagna del Purgatorio ricompare la scansione temporale di giorni assolati e notti cupe, delle stagioni, dell'aspettativa di un futuro che tanti chiedono di abbreviare attraverso le preghiere dei vivi, invitati a ricordare chi non c'è più, a dedicare pensiero e cura. Sbocciano copiosi i fiori nella Valletta dei Principi, le ortiche , già note nel medioevo dantesco per le loro proprietà depurative di reni e intestino, pungono un corpo senziente come un rintocco di realismo e quotidianità proprio in mezzo al regno dei morti, che ci riguarda innanzitutto come esseri in transito, in cammino, ma con direzione ascensionale.

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