Ore 20.30
Spettacolo in dialetto Bresciano. In scena Enrico Re - Regia di Silvio Gandellini
Elvira abita un luogo che è insieme casa e rifugio, tana e palcoscenico. Cinquanta metri quadrati di alloggio Aler diventano il perimetro di un mondo fragile e ostinato, minacciato ogni giorno dallo sfratto e dall'incomprensione.
Cinque gatti, due cani e un banco di falegnameria rumoroso non sono semplici presenze ingombranti, ma i segni concreti di una resistenza: restare, abitare, esistere secondo le proprie regole. Orfana fin da giovane, Elvira è cresciuta sotto lo sguardo dei servizi sociali, che oggi cercano di ricucire una frattura ormai profonda tra lei e il contesto che la circonda. Ma Elvira non tratta: ha costruito un muro invisibile tra sé e il mondo.
Dentro questo spazio chiuso e sovraffollato, la solitudine non è mai silenziosa. A farle compagnia sono voci, presenze immaginarie, personaggi che la abitano da sempre e con cui dialoga come fossero reali. La narrazione si muove su un crinale instabile, dove il comico scivola nel grottesco, fino a incontrare una forma di grazia. Ciò che appare eccentrico o assurdo non viene mai smentito, ma accolto come possibile verità. In questo rovesciamento, in questo "sentimento del contrario" si apre uno sguardo sulla fragilità umana: non come mancanza, ma come strategia di sopravvivenza.
Elvira racconta la propria vita attraverso frammenti, ricordi, deviazioni e lo fa nella sua lingua, col ritmo del suo alfabeto, affidando la voce ai personaggi del presepio, dai quali è fin da piccola affascinata. Figure immobili, simboliche, che prendono parola e diventano interlocutori di un dialogo intimo e surreale.
Attraverso di loro Elvira tenta di dare forma e ordine a un'esistenza che sembra averli smarriti. In questa dimensione sospesa, ogni dialogo diventa costruzione di senso: le parole sono oggetti concreti da riordinare, strumenti da maneggiare con cura. La scena diventa così il luogo di una ricomposizione impossibile ma necessaria. Un atto poetico in cui l'immaginazione non è fuga, ma resistenza: ultimo spazio di salvezza.