Programma:
Venerdì 30 ottobre 2026 alle ore 17.00
La formula segreta: un intrigo matematico
Riflessioni: Francesco Rossi (Università IUAV - Venezia)
Chi scoprì davvero la formula risolutiva delle equazioni di terzo grado, svelando un mistero che resisteva da secoli? Attorno a questo interrogativo si intrecciano le vicende di quattro matematici italiani del Cinquecento, tra i quali il bresciano Niccolò Tartaglia, ricostruite da Fabio Toscano nel libro La formula segreta, a cui la rappresentazione si ispira.
Scambi epistolari infuocati, promesse solenni, accuse di tradimento, segreti gelosamente custoditi e pubbliche disfide matematiche trasformano una delle più affascinanti pagine della storia della scienza in un vero e proprio intrigo rinascimentale, nel quale ambizione, rivalità e desiderio di gloria si intrecciano alla ricerca matematica.
Giovedì 12 novembre 2026 alle ore 16.30
Vita e venerazione della Beata Paola Gambara Costa
Riflessioni: Andrea Comboni (Università di Trento)
L’evento ripercorre la vita intensa e travagliata della Beata Paola Gambara Costa, dalla nascita nel 1473 a Verola Alghisi, l’odierna Verolanuova, fino alla precoce morte, avvenuta nel 1515 a Bene Vagienna, in Piemonte. Quella di Paola è una figura singolare e, per molti aspetti, tragica. Fin da bambina desiderava consacrarsi alla vita religiosa, ma i genitori la indussero, ancora giovanissima, a sposare un nobiluomo piemontese che non conosceva. Il matrimonio fu segnato da profonde sofferenze: il marito la tradì apertamente e cercò a lungo di ostacolare la sua intensa attività caritativa verso i poveri e le impose ripetute umiliazioni. Paola affrontò tutto con fermezza e pazienza, senza rinunciare alla propria vocazione, fino al progressivo riavvicinamento del consorte. Morì a soli quarantadue anni, lasciando un ricordo destinato a trasformarsi in una duratura venerazione popolare.
Venerdì 27 novembre 2026 alle ore 17.00
Novelle Bresciane Di Matteo Bandello
Raccontar con arte
Voci: Daniele Squassina, Annalisa Santini, Aldo La Gala
Chitarra: Alessandro Bono
Regia e liuto: Maurizio Lovisetti
Matteo Bandello (1485-1561) fu uno dei maggiori novellieri del Rinascimento europeo. Alle sue storie attinsero Shakespeare, che da Bandello ricavò anche la vicenda di Giulietta e Romeo, e autori come Lope de Vega, Webster, Cervantes e, molti secoli dopo, D’Annunzio. Alcune delle sue novelle sono ambientate nel territorio bresciano o hanno per protagonisti personaggi di Brescia e delle sue valli: un valtrumplino che si spaccia per medico, una bresciana intraprendente alle prese con un tedesco un po’ tonto, un curato valsabbino, la moglie beona di un bresciano non troppo perspicace.
Pietro Gibellini, già docente di Letteratura italiana all’Università Ca’ Foscari di Venezia, le ha raccolte nel volume Novelle bresciane. Attraverso queste storie, comiche, vivaci e talvolta crudeli, si apre uno squarcio sulla Brescia del Cinquecento: una città splendida per arte e cultura, ma insieme segnata da guerre, invasioni e violenze, come il terribile sacco del 1512 ad opera delle truppe francesi.