Ore 17:00
Il fotografo Ismaele Bulla presenta il suo progetto “Abbastanza vicino da sparire”
Una donna lava la soglia di casa prima dell'alba, e non sta succedendo niente di speciale, ma è proprio da cose così che comincio a capire dove sono. Le fotografie che mi interessano succedono quasi sempre lontano dai monumenti: due mani che impastano, un vecchio seduto allo stesso angolo di ieri, cose che nessuno guarda e che di un paese raccontano più di una facciata famosa.
Quando arrivo da qualche parte resto il più a lungo che riesco, e aspetto quel momento in cui smetto di essere un ospite e la gente torna a vivere come ha sempre vissuto senza più badare a me: da lì in poi un posto comincia a raccontarsi. A furia di stare mi sono accorto che da queste parti la fatica e la preghiera camminano con lo stesso passo, a testa bassa, e nessuno perde tempo a chiedersi dove finisca una e cominci l'altra; sono gesti ripetuti per tanti anni da non appartenere più a chi li compie, si fanno da soli come il respiro, e a me che vengo da lontano e ho sempre fretta non resta granché da fare, solo restare e guardare fino in fondo. Alla fine il viaggio non è dove vai. È quanto sei disposto a startene fermo, a un passo di distanza, senza distogliere lo sguardo.
Ismaele Bulla Dal lago d'Iseo a Milano, da autodidatta. Nessuna accademia: solo la necessità di capire cosa si nasconde dietro un volto quando smette di difendersi. Dal 2010 lavora nella fotografia commerciale - moda, beauty, ritratto - con pubblicazioni su riviste internazionali; è rappresentato a Milano da Lucia Micocci e da Le Baccanti.
Ma il centro di gravità è sempre stato il ritratto: quella zona fragile dove una persona smette di posare e comincia a esistere. Da Little Talks, il suo primo lavoro personale, è germogliato tutto il resto - fino ai progetti espositivi Vegur, l'Islanda raccontata attraverso le sue strade, presentato al Segni Festival Fotografia nel 2019, e straordinari, allo stesso festival nel 2021.
Accanto alla pratica, la trasmissione del mestiere: workshop, masterclass e viaggi fotografici che guida come tutor e accompagnatore, dove il territorio diventa strumento per imparare a guardare. È vicepresidente del CinefotoClub Pisogne. Oggi lo sguardo è rivolto all'Asia - quella meno ovvia, che si trova solo se si sa dove non guardare. Lo Sri Lanka, il Vietnam, l'India. È solo l'inizio della strada. Luoghi dove fotografare non significa registrare ciò che si vede, ma restare abbastanza da vederlo davvero.