Ore 20.30
Secondo e ultimo appuntamento di Divina Umanità: l'attore bresciano Luciano Bertoli porterà in scena lo spettacolo scritto di suo pugno Don Lorenzo Milani, dalla parte degli ultimi, con l'accompagnamento musicale del pianista Giovanni Colombo.
Don Lorenzo Milani è stato come un profeta lapidato e misconosciuto. Nato nel 1923 e scomparso nel 1967 ad appena 44 anni, aveva scandalizzato il sistema ecclesiastico, sociale e politico del suo tempo non con discorsi dottrinali, ma con il suo messaggio educativo.
Il prete-maestro aveva fatto dell'educazione il suo campo di battaglia pastorale: "La scuola - scriveva in Esperienze Pastorali - mi è sacra come un ottavo sacramento". Anche il motto "I care" ("mi importa", "mi sta a cuore"), scritto sulla sua scuola, aveva un connotato evangelico: la passione per l'ultimo. E per lui "l'ultimo da amare" erano coloro che gli stavano davanti, un gruppetto di ragazzi "primitivi", come quelli di Barbiana, attraverso i quali egli allargava il suo orizzonte alle grandi cause dell'umanità.
Ad anni di distanza le sue proposte pedagogica e pastorale sono state riconosciute dallo stesso Papa Francesco, che si è recato in visita nel paesino a pochi chilometri da Firenze.
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